|
Eccomi a descrivere un sabato di ordinaria follia... l'idea
che mi era balenata in settimana é stata : ma perché non ci facciamo
un'immersione in Croazia? Guardo qualche sito, telefono a qualche diving in cui
ottengo un qualche genere di informazioni in lingua malferma, guardo qualche
cartina stradale visto che mai sono stato in quella nazione, faccio la cassa e
punto la sveglia...
Alzabandiera ore 5:00, partenza da Pavia ore 5:30 con recupero buddy, 500
chilometri dopo, pant pant, passaggio dogana croata ore 10:20. Il gommone parte
alle 12:00, penso, siamo in ritardo accidenti, mentre incedo lentamente dietro
ad improbabili automobili d'epoca con divieto di sorpasso. La tensione sale
quando alle 11:20 sbaglio strada e, invece di entrare in Pola, rischio di
ritornare a Rovigno. Una bella inversione a U ed eccoci di nuovo sul percorso.
Seguo le indicazioni precise di Zeljko e arrivo al camping Indie di Banjole alle
ore 11:50. La guardiana del campeggio mi spilla qualche kuna per entrare,
dopodiché trafelato mi precipito di corsa giù per la discesa sperando di muovere
a compassione qualcuno ed ottenere una dilazione sulla partenza del canotto...Mi
ripasso a mente tutte le scene sentite da grechi di passaggio "Amico, una faccia
una razza" e sono pronto alla mia scena madre: invece non servirà, vengo accolto
con simpatia disponibilità e pazienza ... alla fine con ben 40 minuti di ritardo
sulla partenza, il gommone lascia il porticciolo e si dirige verso l'isoletta
antistante. Un breefing della guida ci permette di vedere il punto di
immersione, ben rappresentato anche da un disegno che ci viene mostrato, 4
grotte in successione. In nostri compagni sono Zeljko il proprietario del
diving, Sandra la guida, figlia del proprietario, due simpatici e comprensivi
crucchi e un altro figurante crucco anzianotto e meno gioviale. Arrivati al
punto, "de repente" la buddyna sparisce alla mia vista (solo uno "sploosh" in
acqua mi permetterà di rintracciarla) e in successione anche il resto della
comitiva, me compreso, si catapulta in acqua. Tutti giù, ci si ritrova in fondo
all'ancora dove diverse spugne sono già in bella mostra. Alla prima grotta vengo
colpito alla nuca dall'anziano figurante con la sua megatorcia arancione degli
anni '20 , riesco a mala pena a salvare la buddyna prima che il teatrante si
schianti contro il soffitto di roccia in preda ad una delirante ricerca di
assetto. Parazooanthus e diversi granchioni rossi vengono colpiti dalla mia
torcia led e restituiscono colori stupendi, un bacino subacqueo alla buddyna le
restituisce un po' del buon umore deturpato dall'ansia di arrivare. Intanto la
guida cerca di stanare un grongo del posto, di cui conosce il nascondiglio,
mettendo un po' di cibo in un cunicolo. Niente da fare, l'amico ci fa fessi e ce
ne andiamo all'imbocco della seconda grotta un po' scornati. Il figurante mi
tampona di nuovo così pesantemente che mi trovo ad entrare nell'apertura in
assetto capovolto, mentre il vecchio tampona anche la guida che a questo punto
ne ha abbastanza e lo rampogna...
La seconda grotta, popolata di saraghi e scorfanetti, ci porta verso una terza
tramite un sifone nella sua parte superiore. Qui la visione che si presenta é
incantevole: da un'apertura della grotta verso l'esterno entra un fascio di luce
che penetra come una spot light cinematografica fino al fondo della stessa...il
desiderio di essere illuminati é irrefrenabile! Usciti a malincuore , parete
ricca di invertebrati vari, passaggi e grottarelle a profondità minima ci
permettono di fare deepstop senza accorgercene. Dopo un'ora di immersione,
evitando svariate volte il figurante , usciamo alfin a riveder il sole e a
consumare un frugale pasto di pesce prima di riprendere la via di casa ..Alle
23:00, stanchi ma felici dopo 1200 km e una bella gita fuori porta, ci
schiantiamo sui rispettivi giacigli...
|