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Fermo il mio respiro, poi scarico i polmoni, lentamente
scendo, non nelle acque blu del mio amato mare, ma nelle oscure profondità dei
miei pensieri … 14 agosto 2007, sarebbe stato il 33° compleanno di Ninni, ma il
suo destino, per noi che gli volevamo bene incomprensibile, ha voluto
diversamente …
riprendo a respirare, in modo lento e profondo, come mi è stato
insegnato dai miei istruttori, mi rilasso, mi distendo, mi guardo intorno:
scorrono avanti a me immagini a volte nitide a volte sfocate, come vecchie foto
bianco a nero; è tipico dei ricordi affiorare nella memoria in ordine
apparentemente casuale, e con dettagli e particolari a volte appena sufficienti
a focalizzare la circostanza, a volte eccezionalmente precisi nonostante il
tempo trascorso.
Flash sul nostro passato, scorci di vita che ricompaiono ricordandoci momenti a
volte belli a volte brutti ….e in tanti di questi Ninni era certamente
partecipe, protagonista: chiudo gli occhi, quasi fossi in notturna senza torcia,
ma non ho paura, sorrido, sto rivivendo una delle battaglie medioevali
combattute indossando sul capo i cartoni del pandoro, a mo’ di elmo… le corse in
bici, le cadute rovinose per terra, i primi giri in motorino, lo studio delle
tecniche di approccio con le ragazze, il commento sulle sensazioni provate nei
fuggevoli baci rubati alle prime nostre conquiste…
Riapro gli occhi, sorrido, mi aggiusto il gav, pardon mi sistemo meglio in
equilibrio appoggiato al muro prima di lasciarmi di nuovo trasportare dalla
impetuosa corrente …dei miei ricordi …anche di quelli brutti: dicembre 1988, una
telefonata da Palermo, Ninni verrà trasportato d’urgenza a Lione per un
trapianto di fegato … è come un attacco di panico a -50 metri impigliato dentro
la stiva di un relitto: non sai che fare, vedi tutto finito, deciso da qualcosa
più grande di te.
Ma il destino fa proseguire la nostra immersione, Ninni si riprende, a volte ha
degli acciacchi, a volte degli incubi terribili, ma è li, sorridente e
giocherellone, mentre iniziamo a provare le prime moto potenti, la macchina, le
prime storie sentimentali serie …
le immagini continuano a scorrere veloci, sembra quasi la pellicola di un
vecchio filmino amatoriale …
siamo di nuovo a Lione, il secondo trapianto, il miracoloso recupero
postintervento, la festa quando Ninni apre il negozio di informatica, poi di
nuovo il peggioramento, le visite al suo capezzale, il tracollo, la lenta e
straziante agonia, la fine.
No, non ho terminato la mia scorta d’aria, ma sto trattenendo il respiro, ancora
scosso da quest’ultima immagine che ha bruscamente posto fine alla nostra
immersione insieme.
Ora proseguo da solo l’immersione, quella nella vita di ogni giorno, con i
problemi le gioie e i dispiaceri comuni a tutti, e quella più solitaria e
sfumata nei miei ricordi, dove però, guardando bene, Ninni pinneggia ancora
accanto a me. Il tempo lenisce il dolore della sua assenza fisica sfumandolo
nella dolcezza dei ricordi belli, che nessuno mi può togliere.
Riapro gli occhi e riprendo a respirare normalmente, in una calda giornata di
agosto, davanti al sepolcro di Ninni, cui ho portato un saluto, oggi che mi
avrebbe raggiunto a quota 33 anni.
Questa sera non ci sarà il falò che lui era solito organizzare, ma guarderò le
stelle lo stesso; ciao cuginetto, fratello che non ho mai avuto, compagno di
giochi e della mia adolescenza.
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