|
Il 19 luglio 2007, con Sandro (l’istruttore SSI del corso
“Decompression” che io e mia moglie abbiamo fatto a maggio), abbiamo pianificato
una classica immersione quadra di 20 minuti sul relitto dell’Anna Bianca
all’isola di Giannutri. Per l’occasione abbiamo previsto una configurazione
“leggera” con mono da 18 litri di aria, pompato a 230 bar e una bombola di fase
da 7 litri di EAN 40. Abbiamo pianificato una deco massima di 30 minuti.
La mattina di giovedì 19 partiamo con il gommone dell’Argentario Divers da Porto
Ercole. Il nostro team è composto da soli quattro sub. C’è Sandro, con il suo
allievo Giulio che deve fare la valutazione finale del corso “Decompression” e
ci siamo io ed Angela, gia brevettati e reduci da un’immersione a 54 metri fatta
martedì 17 sulla parete del Fenaio, all’isola del Giglio.
La giornata è fantastica. C’è un bel sole e il mare è calmo come un lago.
Ancorato il gommone proprio sopra al relitto, ci tuffiamo in acqua e scendiamo
molto velocemente lungo la cima dell’ancora. Dopo appena pochi metri vediamo
apparire sotto di noi la poppa della nave che si trova a 36 metri di profondità
e si staglia nettamente sul fondo di sabbia bianca che circonda l’isola. E’ uno
spettacolo da cartolina!
Arriviamo alla poppa della nave dopo 2 minuti di discesa e facciamo un giro
completo sul relitto, che è spezzato in due. Nuotando lentamente arriviamo sino
al troncone di prua che si trova a 51 metri di profondità. Io, come al solito,
infilo la testa in ogni buco che trovo, alla ricerca di vita. I colori laggiù
sono bellissimi. La lamiera è tutta incrostata dal coralligeno e qui e là grossi
spirografi l’adornano con i loro pennacchi fioriti. La limpidezza dell’acqua è
tale che, nonostante la profondità, la torcia quasi non serve. Tra le lamiere
contorte scorgiamo delle grosse musdee che si nascondono timide nell’ombra,
mentre, quasi non ci accorgiamo della presenza di alcuni scorfani molto grandi,
che restano immobili per nulla intimoriti dalla nostra presenza, fino a quando
quasi non li urtiamo. All’interno di ciò che resta della cabina di prua vediamo
un fitto branco di gamberetti rossi, con gli occhi che brillano sotto la luce
delle nostre torce. Indugiamo laggiù per un attimo, scattando qualche foto e poi
nuotiamo di nuovo verso la poppa della nave, perché il tempo scorre velocemente
e purtroppo è già l’ora di risalire a quote più tranquille e cominciare a
smaltire un po’ di azoto. Un gruppo di triglie molto grosse razzola indisturbato
tra le lamiere e mi fa venire in mente una bella zuppa alla livornese….
All’interno del fumaiolo uno scorfano di almeno 60 cm ci guarda minaccioso e
cambia improvvisamente colore, virando dal bruno al rosso… Anche questo non
starebbe male in un caciucco, penso! Non sono certo pensieri degni di un
subacqueo serio, ma il fatto è che è quasi l’una e la fame comincia a farsi
sentire anche quaggiù……
Al 21° minuto, come pianificato, ci stacchiamo dal fondo e cominciamo la
risalita sull’ancora per fare la nostra decompressione. Facciamo il bail out con
la bombola di fase di nitrox che ci siamo portati appresso e intanto vediamo
pian piano allontanarsi la sagoma del relitto sotto di noi…
La limpidezza dell’acqua è davvero impressionante! In breve raggiungiamo i 6
metri e rimaniamo fermi a mezz’acqua per qualche minuto, poi saliamo ai 3 metri
e completiamo la nostra deco per un totale di 32 minuti. Dopo poco più di un’ora
di immersione usciamo dall’acqua veramente soddisfatti.
Bello, bello, bello!!
|